Case Study – CoderDojo Etneo: Come circa 50 volontari hanno diffuso l’Educazione Digitale, Coding e Robotica educativa alle pendici dell’Etna
Case Study CoderDojo Etneo: Come un gruppo di volontari ha trasformato l’educazione digitale alle pendici dell’Etna, avvicinando un grande numero di giovani e giovanissimi al coding, alla robotica e al pensiero computazionale (poco oltre 3840 i partecipanti ai 56 incontri tenuti dal 2015 al 2021) con il progetto CoderDojo Etneo. Un modello nato dal basso, gratuito e inclusivo, che ha ispirato scuole, docenti e famiglie di tutta la Sicilia orientale. Quali saranno i prossimi passi in un’era AI & Robotics first, in cui l’intelligenza artificiale e i chatbot stanno cambiando il modo stesso di programmare e di imparare? https://www.tedxgiarre.com/?p=498
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Cos’è un CoderDojo
Un CoderDojo è una comunità gratuita e aperta dove bambini e ragazzi (i “ninja”) imparano il coding, la robotica e il pensiero computazionale attraverso il gioco, la creatività e il lavoro di squadra. Nato in Irlanda nel 2011, oggi il movimento conta centinaia di club in tutto il mondo, tutti guidati da volontari e ispirati dalla filosofia “Above All, Be Cool”: niente voti, niente competizione, solo la gioia di imparare insieme.
In un Dojo, i giovani sviluppano competenze digitali ma anche soft skills come collaborazione, comunicazione, problem solving e pensiero critico. Non imparano soltanto a programmare: imparano a creare progetti, aiutarsi a vicenda e condividere ciò che sanno, diventando protagonisti della propria crescita.
Il movimento CoderDojo nasce nel luglio 2011 in Irlanda, grazie a James Whelton e Bill Liao, il primo club viene inaugurato il 23 luglio 2011 a Cork, seguito da altri presto a Dublino. In meno di un anno il movimento si espande rapidamente oltre i confini irlandesi.
Nel 2013 nasce la Hello World Foundation, che viene ribattezzata nel 2014 come CoderDojo Foundation, con l’obiettivo di coordinare lo sviluppo e la crescita della rete Dojo. La fondazione sostiene i club (i “Dojos”) attraverso linee guida etiche, risorse e eventi tra cui DojoCon e i Coolest Project Awards
Da Foundation a Coding Club: la ridefinizione del brand
Nel 2017 la CoderDojo Foundation si fonde con la Raspberry Pi Foundation, che già gestiva parallelamente il programma Code Club. Questo accordo era pensato per unire forze e risorse, pur mantenendo Coder.
A partire da settembre 2024, la Raspberry Pi Foundation ha deciso di focalizzarsi su un unico brand di coding club, basato sulla versione aggiornata di Code Club. I Dojos rimangono membri a pieno titolo della comunità; molti mantengono il nome e il brand “CoderDojo”
TEDx e CoderDojo
Un’esperienza come quella del CoderDojo si lega a riflessioni portate sul palco TEDx.Nel talk TEDxMatera di Laura Ivers, viene raccontata l’esperienza delle CoderDojo Girls, un’iniziativa che incoraggia le ragazze ad avvicinarsi al coding e alle discipline STEM. Ivers mostra come un movimento globale nato dal volontariato possa diventare uno strumento di inclusione, creatività e cittadinanza attiva, rompendo stereotipi e aprendo nuove possibilità educative. È un invito a guardare al futuro dell’educazione digitale con più diversità, equità e partecipazione.
Nel talk di TEDxTrento, si racconta come il pensiero computazionale non sia solo un insieme di competenze tecniche, ma una chiave per leggere la realtà e affrontare problemi complessi. È lo stesso spirito che anima i dojo: dare ai ragazzi strumenti per essere cittadini più consapevoli, creativi e pronti alle sfide del futuro.
L’arrivo in Italia
In Italia, il primo CoderDojo viene fondato a Firenze nel 2012, ad opera del social media advisor Giuseppe Tempestini. Nei mesi successivi nascono dojo anche a Milano, Catania, Roma e Bologna. Alla fine del 2014, la rete italiana (CoderDojo Italia) conta circa 40 Dojo e contribuisce a un evento presso Camera e MIUR
La nascita del CoderDojo Etneo
Dal 2015 la community di volontari attivata dalla APS Palestra Per la Mente ETS, dopo l’esperienza del CoderDojo Catania avviata a fine 2012, 23 incontri nei locali del TIM WCap, spazio dedicato al supporto di startup, amplia il raggio d’azione del progetto di volontariato a supporto della diffusione del pensiero computazionale nei paesi alle pendici dell’Etna, avviando il ciclo di incontri in spazi a vario titolo concessi a Trecastagni, Pedara, Aci Bonaccorsi, Viagrande, San Gregorio consentendo al gruppo di lavoro di potenziarsi e alla community di volontari di allargarsi.
Il coinvolgimento fra i volontari di docenti innovatori oltre all’imprescindibile presenza di programmatori ed ingegneri informatici ed al supporto di early adopters e tecno-entusiasti ha consentito lo sviluppo di attività programmazione fortemente orientate alle competenze curriculari creando un mix di attività con Scratch e Appinventor che spaziano dalla matematica alla grammatica, dalla storia alla geometria includendo cenni su fisica e biologia che i giovani partecipanti avrebbero incontrato nelle percorso alla scuola secondaria di secondi grado.
Dalla terza stagione il progetto ottiene il supporto dell’Università di Catania e prende casa al DIEII all’interno della Cittadella Universitaria con alcune tappe al Monastero dei Benedettini coinvolgendo i giovani partecipanti nella conoscenza degli ambienti universitari contribuendo alla Terza Missione dell’ateneo.
Grazie alla community di volontari, al supporto del DIEII e delle Istituzioni Scolastiche, al contributo di insegnanti e genitori coinvolti nella divulgazione, il CoderDojo Etneo è diventato un punto di riferimento per l’intero territorio, coinvolgendo bambini e ragazzi da 75 Istituti Scolastici, tra cui anche l’Istituto Fermi Guttuso di Giarre.
I numeri di un decennio
- Oltre 3.840 giovani ninja formati
- 75 scuole coinvolte in 4 province
- 580 ore di attività di mentorship gratuite
- Eventi con oltre 180 partecipanti organizzati in 10 classi e differenti livelli di complessità
- Una presenza femminile del 42%, tra le più alte a livello nazionale
L’approccio educativo
Un evento tipico del CoderDojo Etneo è organizzato in tre momenti:
- Apprendimento guidato: introduzione a strumenti come Scratch, App Inventor, Python, robotica educativa.
- Merenda sociale: uno spazio di pausa e incontro tra famiglie e studenti.
- Creatività libera: i ninja sviluppano il proprio progetto, lo condividono e lo raccontano agli altri.
In alcune occasioni si sono sperimentate attività innovative come l’uso di Minecraft per simulare la metodologia Agile, insegnando ai ragazzi a collaborare come in un vero team di sviluppo software.
Un impatto reale sul territorio
Il progetto nella sua dimensione pluriennale ha costituito per molti partecipanti un base di orientamento al percorso di studi universitari che hanno intrapreso, al contempo alcuni dei giovani volontari hanno intrapreso la carriera scolastica e alcuni insegnanti hanno potuto approfondire tematiche che hanno contribuito al mix di competenze necessarie per ricoprire il ruolo di Animatore Digitale nell’Istituto di appartenenza.
L’applicazione sistematica di peer education e reverse mentoring ha contribuito a creare una comunità coesa in grado di diffondere buone pratiche di utilizzo degli strumenti digitali in modo attivo e responsabile sostenendo ed incoraggiando il protagonismo giovanile. Oltre alle competenze tecniche, ciò che resta è la capacità di lavorare insieme, accettare l’errore come opportunità, pensare in modo critico e creativo.
Dall’esperienza #SmartKids16 a TEDxGiarre
Nel 2016, l’esperienza del CoderDojo Etneo è stata portata a Giarre dai volontari che oggi compongono il team di TEDxGiarre con #SmartKids16, un grande evento che ha coinvolto oltre 2.000 persone, tra docenti, alunni e speaker, in due giornate dense di attività, laboratori e incontri a Giarre. L’iniziativa, dedicata a scuola, famiglia e nuove tecnologie, ha rappresentato uno dei più importanti appuntamenti di educazione digitale del territorio etneo, anticipando molte delle idee di comunità, innovazione e inclusione che oggi animano anche il percorso TEDxGiarre.
CoderDojo e il futuro: AI & Robotics first
Oggi la programmazione non è più soltanto scrivere codice riga dopo riga: con l’arrivo di AI generativa e robotica intelligente, gli studenti possono imparare a costruire applicazioni, giochi e prototipi interagendo con chatbot e strumenti che accelerano la creazione.
Il futuro dei CoderDojo passa per questa sfida: integrare l’AI come strumento educativo per liberare creatività e innovazione. Immaginiamo laboratori in cui i ninja imparano a dialogare con un’AI, progettando insieme giochi, robot e soluzioni per la comunità.
Conclusione
Se con pochi volontari è stato possibile cambiare la vita digitale di quasi 4.000 giovani, cosa accadrebbe se ogni scuola avesse il suo Dojo, con AI e robotica come compagni di viaggio?
Il CoderDojo Etneo dimostra che volontariato, scuola e università insieme possono trasformare un territorio. È un case study che parte ha coinvolto diversi esponenti di Giarre e ha raggiunto tutta la Sicilia orientale, con eventi persino replicati a Milano, con un’attività di Kanban Agile e Minecraft.
La sua eredità è chiara: creare spazi gratuiti e inclusivi dove ogni bambino possa scoprire il proprio talento digitale. E mentre il futuro si avvicina, fatto di AI e Robotics first, la lezione è la stessa di sempre: ciò che conta non è solo il codice che scriviamo, ma la community che costruiamo.

